Sagra della Torta al Testo – Sant’Egidio

STAFF TrippaAdvisor, 05/08/13

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prima metà di agosto

Valutazione:

3,0 ganasse

3,0 ganasse

Recensione:

La Sagra della Torta al Testo di Sant’Egidio è per molti una delle “vere” sagre del territorio, che permettono di gustare i veri prodotti tipici e che si ripetono con piccole variazioni nel corso dei tanti anni (ben 40!) passati dalla sua prima edizione.
La location della sagra, il parco paesano di Sant’Egidio, è grande ma ripartita su più vie ed è di difficile raggiungimento con la macchina, che va parcheggiata anche abbastanza lontano se non si arriva molto presto. La conformazione in salita del paese non è poi di certo un vantaggio per chi parcheggia lontano.
Appena arrivati ci aspetta una bella fila per ordinare, con tanto di eliminacode. Dopo quasi un’ora di attesa (ed è lunedì) riusciamo ad ordinare, fornendo il numero del tavolo a cui poi verrà portata la roba direttamente dagli inservienti (i posti a cui sedersi non mancano di certo!). Le bevande, ordinate insieme al cibo, vanno invece ritirate autonomamente.
I prezzi sono in linea con le altre sagre, con punte economiche nell’antipasto, nei contorni e in altri piatti. Le torte al testo, specialità della festa, costano invece sui 50 centesimi in più della media delle altre feste.
Dopo esserci seduti ed aver atteso circa 45-50 minuti (un maxischermo ben visibile indica il numero del buono che si sta servendo al momento), ci vengono servite le pietanze. Le abbiniamo con un vino bianco Todi IGT, fresco, fruttato e dal prezzo onesto. Da sottolineare inoltre l’utilizzo di piatti, posate e bicchieri biodegradabili e compostabili, in linea con il marchio “Ecofesta” di cui può fregiarsi la sagra.
La scelta dei menu non è molto varia, eccetto per le torte, ma decidiamo comunque di provare anche un paio di primi piatti, nello specifico gnocchi e tagliatelle al sugo d’oca. Entrambi si lasciano mangiare: la pasta è discretamente buona, anche se di non eccelsa genuinità (diversi cartelli ricordano che la sagra si rifornisce di “pasta fresca del posto” anche se in bocca questa affermazione lascia più di qualche dubbio), ma la marcia “in meno” è data dal sugo, piuttosto fiacco e con pochi spunti di gusto.

Veniamo alla regina della sagra: la torta al testo. La sua fama la precede, ma noi non riusciamo a cogliere quella magnificenza che la vox populi decanta. La torta è indubbiamente particolare, preparata in un certo modo e cotta sotto la cenere secondo un preciso processo legato alla tradizione locale. E’ anche gustosa, croccante e corposa (forse un po’ troppo) ma non è poi così entusiasmante. E’ poco salata e questo le permette di abbinarsi bene con le farciture più sapide (prosciutto, salsicce ecc). Purtroppo però le aspettative non sono state del tutto corrisposte. Il giudizio sulla sagra è legato ad una serie di piccole lacune (comodità, attesa, cibo non esaltante) che prescindono da questa mezza delusione, ma che possono essere in gran parte superate, soprattutto per ciò che riguarda la qualità dei piatti offerti.

 

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