Sagra del Fungo – Pianello

STAFF TrippaAdvisor, 10/08/13

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metà agosto

Valutazione:

2,5 ganasse

25ganasse

Recensione:

Si rinnova ormai da oltre 30 anni l’appuntamento con la Sagra del Fungo, una delle prime manifestazioni di questo tipo nel territorio perugino, rinfrescata dall’aria pura dei colli che si stagliano ai lati del corso del Chiascio.
L’area dello stadio è il posto adatto per piazzare cucine, stand e pista da ballo per la sagra; un po’ meno adatto è il parcheggio, un campo incolto con spazi delimitati da nastro, forse un po’ troppo piccolo per contenere un buon numero di macchine.

Ordiniamo piuttosto in fretta scegliendo da un menu piuttosto vario, ovviamente in gran parte a base di funghi.

I prezzi sono assolutamente convenienti: non si spende più di 6 euro a piatto, e gli antipasti sono quasi sottocosto. Unica parziale eccezione sono i contorni a base di funghi.
Gran parte dei posti a sedere si trova al coperto, visto la brezza che in questa zona può diventare troppo fresca anche in pieno agosto, e anche noi ci accodiamo indoor (il tavolo va comunque scelto prima e comunicato al momento dell’ordinazione).
Non passano 20 minuti da quando paghiamo (tempo nel quale ritiriamo anche le bevande al bar) che ci arrivano le pietanze al tavolo. Sarebbero arrivate tutte insieme, se non fosse per la grande quantità di roba ordinata, per cui il servizio si merita un plauso. Veniamo al cibo.

L’antipasto “conveniente” è anche gustoso: frittatina di funghi, bresaola a mo’ di carpaccio con parmigiano e rucola, crostino ai funghi, Crostino con formaggio e rucola, insalata di radicchio e funghi.
Passando ai primi piatti. Le tagliatelle ai funghi porcini si lasciano mangiare, anche se la pasta sembra un po’ passata di cottura e i funghi sono molto acquosi; questo effetto succede talvolta per i porcini che sono così “freschi” da essere addirittura arrivati “sottozero” (a buon intenditor…). La polenta ai funghi non è male, nonostante al palato risulti un po’ farinosa, oltre che vittima della scarsità di sugo (segno della crisi), che quindi non la insaporisce più di tanto.
Cambiamo portate e proseguiamo con dei secondi non entusiasmanti. Lo spezzatino alla pianellese (con funghi) è molto tenero, ma il numero di bocconcini si conta sulle dita di una mano e il condimento (ai funghi) non emoziona. Viene servito con una “torta” assolutamente dimenticabile, che più che mani esperte e testo ha avuto a che fare con macchine industriali e forno elettrico. La scaloppa ai funghi porcini è mediocre, senza mordente nè sulla carne nè sul condimento ai funghi (che sembrano più coltivati).
I contorni, su cui avevamo riposto molte speranze in fase di ordinazione, si rivelano forse uno dei punti deboli della cena, con nostra grande delusione. I funghi fritti sono un buco nell’acqua sia per la materia prima che per il fatto di venire serviti non croccanti di frittura. I funghi alla brace tengono fede nel sapore alla loro cottura al fuoco, ma sono insaporiti con un sughetto strano che li rende piuttosto pesanti.

Il vino bianco, un grechetto fresco, saporito e dal prezzo onesto, ci ripulisce  un po’ il palato da alcuni sapori non proprio indimenticabili.
In chiusura, la Sagra del Fungo di Pianello è l’esempio di come la tradizione da sola non basti per preparare delle ottime pietanze. Riconosciamo che cucinare i funghi non sia di per sè uno scherzo per la difficoltà nel trattare la materia prima (qui non sempre di grossa scelta) e per la stagione che non aiuta a reperire prodotti freschissimi, ma in questo caso l’esito culinario non è sicuramente dei migliori. Servirà un cambio di marcia per le prossime edizioni.

 

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