Sagra del Baccalà – Villa Pitignano

STAFF TrippaAdvisor, 01/09/17

fine agosto – inizio settembre

Valutazione:

3,5 ganasse


Recensione:

In una regione come la nostra, l’unica dell’Italia peninsulare a non essere bagnata dal mare, mangiare pesce non è mai stata una consuetudine. Uno dei pochi piatti ittici che arrivavano dalle nostre parti era il merluzzo salato, ovvero il baccalà, piatto povero divenuto della tradizione contadina arrivato qua perché alla portata di tutti e soprattutto per la forte salatura la quale permetteva una lunga conservazione tale da permetterne il consumo anche in zone lontane dal mare.

Oggi il baccalà (purtropp) ha avuto un’inversione di tendenza, perdendo un po’ del suo valore “proletario” ed anzi diventando un piatto anche piuttosto costoso da portare sulle tavole.

Villa Pitignano da pochi anni ha trasformato la sua festa paesana in “Sagra del Baccalà” e nel 2017 arriva alla sua 4° edizione, per onorare questo piatto anche alla luce della direttiva regionale che prevede che ogni sagra porti con sé anche nel nome una “specialità”.

La festa si tiene proprio al centro geografico del paese, nell’area dei giardinetti del CVA locale. E’ presente un parcheggio allestito sul campo confinante con l’area della festa, che non è però così grande da contenere tutte le automobili degli avventori, i quali spesso devono cercare parcheggio nelle vie della frazione. Questo però non è un problema dato che in pochi passi e senza troppi dislivelli si riesce a raggiungere la festa.

L’ordinazione è gestita tramite un eliminacode con il quale al proprio turno ci si può accomodare al tavolo che si è liberato. L’ordinazione e il pagamento vengono fatti direttamente al tavolo dagli addetti alla festa, unica eccezione per il baccalà fritto, il quale va preso e pagato a parte in un chiosco che si trova in fondo all’area ristoro.
Il servizio va detto che è molto veloce. In pochi istanti arrivano le tovagliette e le posate, e nel giro di circa 10-15 minuti cominciano ad arrivare i primi piatti.

Il menù si compone di due varietà di piatti: ovviamente quelli a base di baccalà, principe della sagra, e quelli “classici” di terra presenti praticamente in qualunque sagra umbra. Ovviamente noi optiamo per il baccalà.

Inoltre sono presenti due sezioni nel menù: una parte in cui sono presenti piatti disponibili tutte le sere e un’altra in cui sono invece presenti 3 piatti (1 primo di baccalà, 1 secondo di baccalà e 1 secondo di terra)  che variano di sera in sera.

L’antipasto da consigliare è sicuramente quello di baccalà. Ad un prezzo assolutamente non proibitivo (6,00 euro) si riceve un bel piatto in cui fa la sua bella figura il nostro amato merluzzo salato in ben 3 versioni, ovvero un grande crostino di baccalà, una “insalata” (nel senso di preparazione) di baccalà con cipolla caramellata e patate e un quiche di baccalà. Piatto assolutamente stuzzicante e da non perdere.

Sui primi piatti la scelta è abbastanza varia con 3 fissi + 1 variabile del giorno. Ottime le lasagne di baccalà (ovviamente bianche), di ottimo aspetto e buone, visto che anche a livello di condimento non si lesina sul baccalà. Unico neo è … che si fanno pagare abbastanza!

Passando ai secondi, il piatto del giorno ci propone il baccalà gratinato, che non ci facciamo ovviamente mancare. La porzione è discreta e il gusto delicato. Forse però gli è da preferire il Baccalà alla ghiotta con torta al testo, il quale, costando tra l’altro anche 50 centesimi in meno, riesce a dare una migliore apparenza all’occhio e anche alle papille gustative, dimostrandosi ottimo.

Il vizio però ci piace, e seppur finita la cena non possiamo non concederci un piccolo extra, ovvero il baccalà fritto. Per 4,50 euro al chiosco di cui parlavamo prima riceviamo un “cono” di fritto, dove sono presenti circa 7-8 pezzi di baccalà fritto non troppo grandi (diciamo un paio di morsi) che risultano più comodi e che si riesce a gustare meglio rispetto ai classici pezzi più grandi serviti altrove.

Capitolo vini. La carta dei vini presenta prezzi mediamente alti, ma è anche vero che volendo si può scegliere tra bottiglie di buona qualità, soprattutto per quanto riguarda i rossi, i quali però forse pagano lo scotto di risultare più indicati a dei secondi di carne importanti più che al pesce. Quindi optiamo per un grechetto da 6,00 euro che si conferma esattamente come il prezzo pagato: senza infamia e senza lode.

In conclusione. La Sagra del baccalà di Villa Pitignano si dimostra un buon modo per avviarsi al termine dell’estate abbracciando un piatto tipico del nostro territorio e forse anche un po’ dimenticato.
Leggermente da migliorare i prezzi, unica nota un po’ stonata per una sagra che potrebbe veramente avere una marcia in più, dato il coraggio dimostrato a concentrare l’intera festa su un solo piatto in maniera così coerente e la buona qualità dei piatti e del servizio. In definitiva: una sagra da provare.

 

 

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