Sagra dei Bringoli – Lisciano Niccone

STAFF TrippaAdvisor, 18/07/13

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metà luglio

Valutazione:

3,5 ganasse

35ganasse

Recensione:

Storica festa di un piccolo paese, immerso tra i colli tra Tuoro sul Trasimeno ed Umbertide, vicinissimo al confine con la Toscana.

La sagra si celebra con la cosiddetta formula spezzata, rimanendo cioè attiva solo in due weekend (il secondo dei due è lungo).
Per arrivare a Lisciano sembra di percorrere le strade del Wyoming, e si arriva ad un parcheggio tutt’altro che grande, per quanto commisurato alle dimensioni della festa e al numero di potenziali partecipanti.

Ordiniamo abbastanza velocemente da un menù tradotto anche in inglese, fortunatamente  in modo corretto tranne per una portata, e ci sediamo al tavolo (il posto si trova facilmente in attesa delle portate).
Queste ultime vengono chiamate tramite un eliminacode e vanno ritirate dalla cucina e portate al tavolo autonomamente. Non c’è quindi servizio.
I prezzi non sono bassi, ma con qualche attenuante: le porzioni sono in generali molto generose, gli ingredienti sono genuini e ricercati, in alcuni casi non economicissimi (soprattutto la selvaggina).

L’antipasto merita un giudizio diviso: le bruschette sono molto grandi, ma mentre quella al pomodoro viene considerata un ottimo investimento, quella al tartufo non lo è di certo per qualità e per prezzo (costa il doppio dell’altra).
I primi piatti sono i bringoli, spaghetti ingrossati fatti a mano che danno il nome alla sagra e che sono piu o meno l’equivalente degli umbricelli perugini.
Al primo boccone è un’apoteosi per il palato per questa pasta di cui si coglie la freschezza della preparazione e la bontà del condimento, con una carne di daino veramente ottima. La porzione potrebbe fungere da piatto unico per una persona normale, ma fortunatamente (il perchè lo capirete dopo) non è il nostro caso…

Tra i secondi abbiamo una bistecca di vitello “al tartufo” non male, ma che oltre ad un costo spropositato, presenta su di essa non del tartufo (ci avevamo sperato!) ma un condimento “tartufato” che ricorda quella salsa reperibile in ogni supermercato contenente tanti funghi coltivati e solo qualche piccolissima traccia del pregiato tubero.
Questa forse rovina addirittura un po’ la bistecca nonostante la carne sia tanta, ben cotta, tenera e gustosa.

Per fortuna però, la situazione si risolleva con l’altro secondo: un clamoroso spezzatino di cinghiale. Carne di ottima qualità, ben cotta e servita. Il sughetto è una delizia, la porzione abbondante e si rivela essere, insieme ai primi, un piatto imperdibile per una cena perfetta.

Per ultimo, un piccolo appunto al vino, disponibile solo in bottiglia. Non è esattamente la cosa migliore che si possa desiderare, ma in abbinamento con questi cibi dal sapore forte e deciso si lega in maniera accettabile.

In conclusione, ottimi riscontri gastronomici per questa Sagra dei Bringoli, soprattutto nel loro prodotto di punta. Ci sono alcuni piccoli aspetti da mettere a punto e qualche prezzo da limare, ma nel complesso il giudizio è estremamente positivo.

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