Festa Paesana – Pomonte

STAFF TrippaAdvisor, 08/08/13

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metà agosto

Valutazione:

4,0 ganasse

4,0 ganasse

Recensione:

Per scoprire altre chicche gastronomiche tra le varie sagre dell’Umbria, ci spostiamo verso sud e raggiungiamo Pomonte, un paesino adagiato sulle colline separano la Valle Umbra e la Media Valle del Tevere ed immerso negli oliveti; lo stesso parcheggio della festa è un grande campo pieno di ulivi, un po’ scosceso ma dove è impossibile non trovare posto. La festa è su due “piani”, visto il terreno terrazzato, e propone in alto la cucina e in basso la pista da ballo.
Nonostante la distanza dalle principali arterie stradali e la zona non certo densamente abitata, la festa è sempre abbastanza frequentata, ma nonostante sia la quantità di gente, sia il nostro gruppo (molto “nutrito”) riusciamo sia a trovare posto nelle sterminate file di tavoli coperti e scoperti che la festa mette a disposizione, sia a ordinare in maniera molto veloce.

I prezzi delle varie portate sono nella media di altre sagre, almeno sulla carta, ma al riscontro del piatto risultano in realtà molto buoni, in relazione sia alla qualità che alla quantità di quanto offerto.
Dopo una ventina di minuti dall’ordinazione, cominciano ad arrivare le cibarie. Complice il gran numero di piatti ordinati (siamo in molti a tavola), le portate arrivano scaglionate, ma con buone tempistiche che permettono di gustarle ben calde appena uscite dalla cucina.
Come primo scegliamo le tagliatelle al cinghiale, vero protagonista culinario della festa; la pasta è molto buona ed il sugo si fa valere, anche se alla bocca non è poi così “ignorante” come il selvatico suino porterebbe a pensare.
I secondi sono un’apoteosi di gusto. Lo spezzatino di cinghiale è buonissimo, ben cotto e condito, e finalmente (a dispetto di altre sagre) in una ricca porzione, degna del prezzo pagato. L’oca arrosto ha il sapore puro e vero dell’animale, ed è condita da una buona razione di patate arrosto.
La torta al testo (pur non essendo propriamente questa la sua zona) è soffice dentro e croccante fuori. L’aggettivo giusto per definirla è “infinita”, con riferimento alla porzione (un quarto di torta dal raggio di più di 20 cm!!!) ed è farcita con un numero spropositato di salsicce, anche queste saporite al punto giusto. In poche parole, una cena a sè stante.

Chiudiamo (come se non ci fosse bastato tutto quello appena divorato) con il dolce: dei classici tozzetti alle mandorle accompagnati da un delizioso sagrantino passito.
Note positive anche dalle bevande:  uno chardonnay pulito e leggermente frizzantino ci rinfresca e disseta a inizio cena, mentre un discreto Umbria IGT accompagna i nostri bocconi ricchi di cinghiale.
Il nostro viaggio un po’ lontano dal perugino ci ha offerto una bella scoperta in fatto di cucina da sagre. La qualità la fa padrone a Pomonte, il cinghiale è abbondante e pronto a conquistare i palati dei commensali. A volte fare qualche chilometro in più può veramente valere la pena.

 

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