Festa della Canaiola – Pretola

STAFF TrippaAdvisor, 29/09/13

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fine settembre – inizio ottobre

Valutazione:

3,5 ganasse


Recensione:

La canaiola è un’uva del centro Italia non molto pregiata, ma molto utilizzata nel “taglio” dei vari vini locali ed estremamente gustosa come vino dolce dal forte sapore di mosto ed ancora più zuccherina delle classiche “vernacce” della Valle Umbra.

Pretola, un paese sul fiume Tevere immerso tra i “Ponti”, le dedica una sagra, una delle ultime dell’estate allungata (si svolge ad autunno già iniziato), conservandone la tradizione e facendole da contorno la grande tradizione contadina e campagnola che ha sempre caratterizzato questo piccolo paese.

Nonostante la festa si tenga nei pressi del centro di Pretola, la zona della Torre, in realtà ogni posto del paese è buono per parcheggiare. Il luogo dedicato sarebbe uno spiazzo sterrato vicino alla torre, oppure un altri spazi più ampi nei pressi di una pizzeria e dello stadio, ma in questi ultimi casi bisogna camminare un po’.
L’ordinazione è gestita tramite un eliminacode, ma le condizioni meteo avverse della giornata in cui è stata effettuata la rilevazione fanno desistere molti potenziali avventori, tanto che in una manciata di minuti riusciamo ad ordinare. I prezzi sono buoni, in particolare nei primi e nelle torte al testo (molte costano sui 50 centesimi in meno della media delle sagre). Antipasti, secondi e contorni sono nella media.
I tavoli sono disposti all’interno del CVA ed i posti sono sicuramente sufficienti anche per una serata di “piena” (termine che in questa zona rievoca sempre brutti ricordi legati al Tevere).

Prima di sederci dobbiamo però fermarci al bar (fila praticamente inesistente) per ordinare le bevande. La soluzione è pensata soprattutto in ottica “canaiola” che essendo un vino dolce viene spesso preso dopo cena con i dolci abbinati, quali torcolo o tozzetti, e quindi non sempre ordinato insieme al menù classico.
Dal momento in cui ci si siede al tavolo passano pochi secondi per ricevere posate e bicchieri, e subito dopo il cameriere ritira il buono. Passano appena 5 minuti ed arrivano i primi piatti, seguiti poco dopo dal resto.

Sui primi piatti la scelta è molto varia. La polenta merita sicuramente appieno tutti i (pochi) euro spesi. La quantità è decisamente generosa, e a livello di condimento non si lesina sulla carne: non si tratta infatti di un semplice sughetto “finto”, ma sono proprio presenti dei grandi pezzi di carne da sugo, una salsiccia intera e anche dei funghi. Sicuramente un piatto da consigliare ai più affamati!
Una delle specialità della sagra sono invece i cappellacci, dei grossi cappelletti fatti a mano preparati e serviti in due modi diversi sia nel condimento che nel ripieno:
– quelli al sugo d’oca sono ripieni di carne macinata, secondo le classica ricetta locale, e sono veramente buoni, anche se il sugo un po’ affogato nel parmigiano grattugiato non li valorizza forse a dovere;
– quelli tartufati hanno un ripieno più leggero, con ricotta e prosciutto ed un gustoso sughetto bianco con panna, salsa tartufata e parmigiano, che a livello d’insieme li lascia preferire ai primi.

Passando ai secondi, il piatto del giorno ci propone lo spezzatino di cinghiale con torta, che non ci facciamo ovviamente mancare. La porzione è buona ed il gusto del cinghiale superiore a molte altre sagre, forse perchè il sugo, meno saporito rispetto alla concorrenza, non scade nell’errore di ammazzare il sapore del cinghiale, ma anzi valorizza il sapore della carne. La torta al testo vi si accompagna poi benissimo e lo stesso fa con la coratella d’agnello, che ha il vero sapore “acre” del fegato.
La parte “salata” della cena si chiude con la torta al testo, questa volta ripiena di barbozzo: un’accoppiata vincente grazie alla bontà della torta e ad un barbozzo di ottima qualità.

Nota dolente della serata è il vino: il merlot locale scelto è decisamente acido, di gusto non gradevole e anche poco adatto ad asciugare il palato da piatti che in massima parte hanno gusti dolci e unti.
Ci rifacciamo con una canaiola decisamente piacevole, che scende molto bene lungo la gola e ben si sposa con dei tozzetti molto secchi, anche se con un sapore più dolce (per via dell’impasto) rispetto alle ricette più classiche.

In conclusione, la Festa della Canaiola è un ottimo modo per chiudere la stagione delle sagre. Posto accogliente e ricco di fascino storico, servizio veloce, buon cibo e serata allietata dalla dolcissima canaiola, che cosa chiedere di più ad una sera di Ottobre?!

 

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Dove:

 

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